JUVENTUS CLUB DOC CALTANISSETTA

"M.Rampulla"

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Note del Club:

 

Domenica 20 maggio alle ore 21,00 finale di Coppa Italia tra la Juventus ed il Napoli

Domenica 20 maggio alle ore 21,00 gran finale di Coppa Italia tra la Juventus ed il Napoli. Il nostro club ovviamente seguirà la gara: infatti anche domenica saremo aperti per la visione della partita, nonostante sarà trasmessa dalla rai. Quindi vi invitiamo a partecipare tutti insieme alla visione della gara al nostro club per restare uniti e gridare FORZA JUVE!!!! Dopo il 30° scudetto vogliamo anche la nostra decima Coppa Italia, con la conseguente stella d'argento. Vi aspettiamo al nostro club, non mancate!

Il Presidente Lillo Rizza

 

Comunicazione per la gara di Coppa Italia Juventus-Napoli di domenica 20 maggio

Il Consiglio direttivo comunica ai soci che hanno prenotato presso il club, il biglietto per la gara di Coppa Italia tra la Juventus ed il Napoli che si svolgerà a Roma, che giorno 16 maggio alle ore 19,00, si terrà una riunione con i soci stessi, per stabilire e comunicare insieme a loro il programma della trasferta nella capitale, per sostenere dal vivo la squadra bianconera. Non mancate a tale riunione!

Il Presidente Lillo Rizza

 

Juventus-Atalanta 3-1

Festa doveva essere e festa è stata, coronata dalla 23° vittoria e dall’imbattibilità mantenuta. Lo Juventus Stadium si veste di bianconero e di tricolore e abbraccia i suoi idoli con una felicità incontenibile. Si comincia ben prima del calcio d’inizio con i cori e gli applausi e si continua per tutta la gara, che è comunque vera, per quanto né la Juve né l’Atalanta abbiano più niente da chiedere alla classifica.

Conte regala la doverosa passerella a chi ha giocato meno, varando una formazione inedita, ma non per questo meno pungente. L’Atalanta onora i Campioni d’Italia giocando a viso aperto, tanto che è Denis a creare il primo pericolo con un colpo di testa insidioso, deviato in angolo da Storari. La Juve risponde con un sinistro di Borriello, nato da una bella combinazione con Del Piero, ma terminato sul fondo.

Il centravanti è protagonista anche dell’azione successiva che vale il vantaggio dei bianconeri: al 10’ entra in area di forza, si allarga sulla sinistra e di tacco appoggia a Marrone, che scarica un siluro di destro al fil di palo e segna il suo primo gol in bianconero. Evidentemente l’Atalanta porta bene a Luca, visto che all’andata aveva confezionato l’assist per la rete di Giaccherini.

La gara è vivace e Padoin si procura una ghiotta occasione per il raddoppio, vincendo un contrasto al limite e entrando in area dalla destra, ma pecca di eccessiva generosità cercando Del Piero al centro, invece di provare la soluzione personale. Del resto tutto lo stadio vorrebbe la rete del capitano che, ogni volta che entra in possesso di palla, viene accompagnato da un boato assordante. Un colpo al ginocchio subito proprio al primo minuto ne condiziona le giocate, ma Alex non sa dire di no ai suoi tifosi. E allora al 28’ porta palla, scambia con Giaccherini e dal limite piazza nell’angolino basso alla destra di Frezzolini il suo gol numero 289 in bianconero. Lo Juventus Stadium esplode di gioia e neanche si cura di Denis che ha l’occasione buona per accorciare le distanze, ma la sciupa calciando altissimo da posizione invitante. Stessa sorte per il sinistro di Borriello, servito in area da Del Piero. Nel finale di primo tempo ancora Padoin protagonista, con una sassata dai sedici metri, respinta da Frezzolini.

La ripresa si apre con il portiere nerazzurro chiamato ancora in causa, questa volta da Borriello, bravo a difendere palla e a girarsi per la conclusione di sinistro, ma presto lo spettacolo si trasferisce dal campo agli spalti, da dove partono cori per tutti i protagonisti della cavalcata scudetto.

Poi, al 12’, tutti in piedi: esce il capitano, Alessandro Del Piero. E’ la standing ovation più lunga della storia e quando Alex, raggiunta la panchina si alza per ricambiare l’affetto e agita una sciarpa bianconera, agli applausi si mischiano lacrime di commozione. La partita non interessa più a nessuno: gli occhi di tutti sono per il capitano, che si alza nuovamente e sfila a bordo campo salutando il suo popolo.

Intanto l’Atalanta colpisce un palo con Manfredini, sul cui destro è provvidenziale la deviazione di Storari, e più tardi accorcerà le distanze con un’autorete di Lichtsteiner, ma si gioca in un clima surreale, perché intanto Alex completa il suo giro, raccogliendo sciarpe e mandando baci verso le tribune.

“Grazie di tutto, Del Piero grazie di tutto”: è questo il coro che gli dedica lo Juventus Stadium e che lo accompagna fino alla fine della passerella. Gli applausi però non finiscono e al 46’ sono tutti per Barzagli, che, appena entrato al posto di Chiellini, segna il rigore concesso per un fallo di Manfredini su Borriello. E’ il 20° marcatore stagionale della Juve, altro record straordinario della squadra di Conte.

Poi arriva il fischio finale. I bianconeri rientrano negli spogliatoi e ne escono poco dopo, uno ad uno. Salgono sul palco, ricevono le medaglie, salutano i tifosi e scatenano il delirio dello Juventus Stadium. E quando Alex alza la coppa al cielo, è solo l’inizio della festa...

Fonte: JUVENTUS.COM

 

Comunicazione sulla gara Juventus-Atalanta di domenica 13 maggio alle ore 15,00

Si comunicano ai soci che la prevista festa dello scudetto della Juventus, sarà posticipata dopo la gara di Coppa Italia della squadra bianconera contro il Napoli. Si comunica inoltre che, l'ultima gara di campionato tra la Juventus e l'Atalanta si giocherà domenica 13 maggio alle ore 15,00. Il Consiglio direttivo, insieme al presidente Lillo Rizza, invitano tutti i soci alla partecipazione di questo evento, per festeggiare all'interno del club con un piccolo rinfresco e per seguire in diretta tv le immagini della squadra bianconera che festeggerà con un pullman scoperto la conquista del 30°scudetto per le vie di Torino. Raccomandiamo a tutti i soci di non mancare a questo evento meraviglioso!!!!


Il Presidente Lillo Rizza

 

Ecco i nostri 30 scudetti!!!!


Siamo sicuri, anzi sicurissimi: gli scudetti conquistati sono 30, dato che il tribunale di giustizia penale di Napoli ha scagionato la Juventus da Farsopoli. Lo scudetto conquistato quest'anno forse è uno dei più belli ed inaspettati, con un segreto nascosto: mister Antonio Conte; si, proprio lui, il grande capitano degli anni d'oro. Quando giocava era già un mister. Con il suo arrivo alla Juventus, i giocatori sotto la sua guida hanno bruciato le tappe. Il segreto? Compattezza, voglia di vincere, spirito di gruppo e coesione di intenti. Ma il vero capolavoro è quella di una preparazione atletica ben definita che da tanti anni mancava e che è stato uno dei segreti maggiori che hanno ridotto gli infortuni al lumicino. Un lavoro perfetto e in sinergia, con uno staff di elevata professionalità. Questa è la Juve, questa è la squadra di Antonio Conte!!!

Il Presidente Lillo Rizza

 

CAMPIONI D'ITALIA!!! Cagliari-Juventus 0-2

Il campo. Dove si doveva chiudere tutto, e dove tutto si è chiuso questa notte. La Juve si riprende il tricolore e lo mette sulle maglie, lo scudetto torna dove era di casa, prima del 2006, prima del grande buio di Calciopoli, di anomalie nerazzurre e di diaspore irreali, di campi di provincia e di cadetteria, di una risalita lenta e schiumata di rabbia, di dolore e conclusa grazie alla fame, alla tenacia, al lavoro, alla forza di un guerriero come Conte che ha preso per mano la sua Signora, stavolta dalla panchina ma allo stesso modo delle vittorie che aveva conosciuto: sul campo. Sul campo la Juventus è Campione d'Italia, mai battuta, davanti a tutti: è tornata a far paura e a riprendersi quello che le era stato negato per anni, festeggiando il primo titolo che si festeggerà dove la storia bianconera è sfilata a settembre e dove la storia bianconera ripartirà: la casa della Juve, dove lo scudetto è di casa.

TRIESTE URLA: VUCINIC PRIMA, MILITO POI - La notte magica inizia in contemporanea a Trieste e Milano: Conte sceglie Matri come partner di Vucinic e conferma il 3-5-2 nonostante la mossa di Ficcadenti che si gioca dall'inizio Ibarbo e il tridente a scapito di Cossu che finisce in panchina. Partita subito dura con un bel duello tra Marchisio e Ekdal, svedese dal cartellino bianconero ancora per metà, e subito sbloccata alla prima azione pericolosa: Cagliari schiacciato, Bonucci vede il movimento del montenegrino e lo lancia con tempismo perfetto, Vucinic (con un braccio in fuorigioco) entra in area e indisturbato batte Agazzi in uscita, nel boato dei quindicimila tifosi bianconeri arrivati a Trieste: in questo momento, con il derby milanese ancora sullo 0-0, la Juventus sarebbe Campione d'Italia. San Siro dove pochi minuti dopo la legge del calcio si impone inesorabile: Ibra si divora una facile occasione per il vantaggio e sul ribaltamento di fronte è l'Inter a passare, con Milito che al contrario del collega rossonero non fallisce il tocco sottoporta. E la notizia arriva immediatamente al Nereo Rocco, che esplode di nuovo e sente il sapore dello scudetto.

GOL FANTASMA DI CAMBIASSO. RIGORE REGALATO A IBRA - Marchisio, Pirlo e Pepe, inizia il classico festival delle occasioni fallite per il raddoppio bianconero. Siluro di Sneijder non trattenuto da Abbiati, Lucio scarica di potenza il 2-0 in rete ma il brasiliano è in offside. Caceres al 26', Lichtsteiner ko colpo alla testa esce in barella con il collo bloccato. Pirlo, palo su calcio d'angolo. Il Milan accusa, l'Inter affonda i colpi: Abbiati salva a ridosso della linea un colpo di testa di Cambiasso, una parata alla Buffon su Muntari con le tv incapaci di chiarire se il pallone sia entrato o meno, e ancora il portiere rossonero nega a Sneijder il 2-0, stirandosi nell'occasione e lasciando il posto ad Amelia. Milan ferito ma sempre velenoso, Julio Cesar è miracoloso nel chiudere lo specchio a Ibrahimovic, mentre a Trieste Pinilla prova da distanza siderale spaventando Buffon e tutto il mondo bianconero. Ma è a San Siro che continua a succedere l'incredibile: Rizzoli regala un clamoroso rigore al Milan, con Julio Cesar che interviene sul pallone sull'iniziativa di Boateng, e a nulla valgono le proteste nerazzurre né la clamorosa piazzata del portiere che va a disturbare Ibra prima del calcio di rigore, che lo svedese trasforma di potenza rispondendo alla provocazione con sorrisi e un chiaro messaggio a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Pari al 44' e finale di tempo nervosissimo, con tante scaramucce in campo, mentre si va negli spogliatoi anche a Trieste.

IBRA, 2-1 LAMPO. CONTRORIMONTA MILITO, MAICON SIGILLA - Al primo minuto della ripresa Ibra completa l'opera e ribalta il derby: tocco sotto sull'uscita di Julio Cesar, 2-1 e fiato sul collo della Juve. A Trieste la cosa più importante che accade è l'ingresso di Cossu, ripescato da Ficcadenti dopo solo 3' per disfarsi di un inguardabile Thiago Ribeiro, ma la girandola di emozioni continua sempre a Milano: Abate cerca di fermare Milito in area trattenendolo in maniera palese, Rizzoli fischia il penalty sacrosanto che lo stesso argentino trasforma per il centro numero 22 in campionato, come il numero di maglia. Lo scudetto si sposta di nuovo sulle maglie bianconere, infuriate con Cossu che vola via su un contrasto spalla a spalla con Chiellini che inizia al limite dell'area e si conclude al suo interno: Orsato punisce con il giallo il tentativo del rossoblù. Ma intanto la Juve, che aveva rischiato tanto sul contropiede degli isolani, perde anche Vidal per un problema, sostituito da Giaccherini. Sembra una partita come tante già viste quest'anno, con il risultato che resta in bilico fino all'ultimo, ma stavolta i bianconeri chiudono sul 2-0 l'incontro per un'autorete goffa di Canini, messo sotto pressione da Borriello appena entrato. A questo punto giochi chiusi, in tribuna e in campo sono tutti in attesa di notizie da Milano. E le notizie che arrivano sono quelle che realizzano un sogno, lo tramutano in realtà. Un mani di Nesta e il controsorpasso firmato ancora da Milito su rigore, il sigillo di Maicon con una fucilata sotto l'incrocio per il 4-2 finale: lo scudetto si stacca dalle maglie rossonere per mano dell'Inter e vola via, vola sulla maglia bianconera. Conte lo urla ai giocatori, il tre a due, e al quarto esplode: nella scia di Lippi e di Capello, il mondo juventino lo abbraccia e con lui il tricolore. Bentornato a casa, scudetto.

Fonte: TUTTOSPORT.COM

 

Domenica 6 maggio alle ore 20:45 posticipo Cagliari-Juventus

Domenica 6 maggio con inizio alle ore 20:45, posticipo Cagliari-Juventus. Una gara importantissima per la conclusione del torneo. Il nostro club è in fermento per questa super sfida e certamente ci sarà il pienone anche da noi. Quindi VENITE TUTTI IN MASSA PER SOSTENERE LA NOSTRA SQUADRA E PER TIFARE FINO ALLA FINE PER I COLORI BIANCONERI. Vi raccomando soci, non mancate a questo appuntamento al nostro club!

Il presidente Lillo Rizza

 

 

 

Juventus-Lecce 1-1

 

La prova di quanto il calcio sappia essere beffardo, se non crudele, si è avuta questa sera allo Juventus Stadium. Contro il Lecce, ridotto per di più in inferiorità numerica, la Juventus conduce fino all’85’ , ma si fa raggiungere da un errore di uno dei suoi uomini più grandi, Gigi Buffon, che controllando male un pallone in area, consegna ai pugliesi il gol di un pareggio che ormai era insperato.

Agli uomini di Cosmi va dato il merito di lottare con il coltello tra i denti, di correre e pressare per tutto il secondo tempo, ma certo, un simile regalo è forse un po’ troppo generoso. E dire che la gara si mette subito bene per i bianconeri, nonostante Conte fosse stato costretto a sostituire De Ceglie con Caceres dopo pochi minuti, a causa di un fastidio muscolare.

Il Lecce ha un disperato bisogno di punti, ma anche di non subire l’aggressività dei bianconeri e, quando difende, porta i centrocampisti quasi sulla linea dei difensori. Quando c’è un fenomeno come Pirlo però, scavalcare il muro è un gioco da ragazzi: dal suo piede all’8’ parte una pennellata per l’inserimento di Marchisio che di testa appoggia di precisione alla sinistra di Benassi.

Il Lecce cerca di rialzare la testa, ma la Juve ha ormai acquisito la personalità per non lasciarsi intimorire dalla reazione degli avversari, per quanto volenterosi siano. Sono anzi i bianconeri a prendere ben presto completamente in mano il gioco e se il raddoppio non arriva è solo perché l’assembramento che si crea nell’area pugliese porta respinte e rimpalli spesso fortuiti e sempre provvidenziali per la squadra di Cosmi.

Più passa il tempo, più la Juve aumenta la pressione e regala spettacolo. Al 27’ è splendida l’azione orchestrata dai tre centrali di centrocampo: Pirlo verticalizza per Marchisio che salta Cuadrado e serve in area Vidal. Pregevoli il controllo di petto e il sinistro a incrociare, sbagliata la mira.

E’ preciso invece il destro di Marchisio pochi minuti dopo, ma Benassi si distende e riesce a deviare in angolo.

Il Lecce in avvio di ripresa esce dal guscio, alzando il ritmo, ma anche un po’ troppo le gambe. Obodo entra duro su Quagliarella e si merita il giallo. Cuadrado, pochi istanti dopo, fa altrettanto su Caceres e per il colombiano è la seconda ammonizione. Nonostante l’uomo in meno i pugliesi non possono rinunciare ad attaccare e gli spazi che concedono aumentano. Vidal, servito da Vucinic, si inserisce in quello giusto al 12’, ma da ottima posizione colpisce male, consegnando un innocuo pallone a Benassi.

Quagliarella cerca la magia al 21’, con un sinistro al volo dal limite che sorvola la traversa, e al 23’, con un destro rasoterra che il portiere pugliese devia in angolo, poi lascia il posto a Matri, che entra in campo carico come una molla: al terzo pallone toccato è già pericolosissimo, entrando in area di forza e impegnando Benassi in una deviazione tutt’altro che agevole.

Poi tocca a Del Piero. Il capitano rileva Vucinic, accolto dal solito boato dello Juventus Stadium, e cerca subito la combinazione con Matri, non trovando però il pallone al momento di calciare in porta.

Poi, al 40’, accade l’incredibile: Buffon controlla male un innocuo retropassaggio in area e si fa soffiare il pallone da Bertolacci che, a porta sguarnita, ha solo da appoggiare in rete.

La Juve prova a reagire, ma sembra stanca e il tempo scorre impietoso, fino al 90’ e oltre, senza che i bianconeri riescano a creare pericoli. Finisce 1-1 e quella che poteva essere una festa, si trasforma in un immenso rammarico. La vetta della classifica parla ancora bianconero, ma il vantaggio sul Milan ora è di un solo punto. Ora, non si può più sbagliare.

Fonte: JUVENTUS.COM

 

 

Mercoledì 2 maggio alle ore 20:45 Juventus-Lecce

Mercoledì 2 maggio alle 20:45 andra' in scena Juventus-Lecce. Il nostro club sarà infuocato ma nello stesso tempo entusiasta per questa gara. Infatti il presidente Lillo Rizza INVITA TUTTI I SOCI ALLA PARTECIPAZIONE DI QUESTO EVENTO IMPORTANTE PER GRIDARE TUTTI INSIEME FORZA JUVE!!!

Il Presidente Lillo Rizza

 

 

Novara-Juventus 0-4

E’ una giornata speciale al Silvio Piola. Una giornata che parla bianconero ancor prima del calcio d’inizio. In tribuna ci sono Michel Platini e Giampiero Boniperti, che da queste parti hanno le loro radici. In campo, Del Piero riceve il premio Fair Play, assegnato dal Novara, prima di ogni gara casalinga, al giocatore avversario che più si è distinto in carriera per professionalità e valori morali. Boniperti, Platini, Del Piero: i tre uomini che più di tutti hanno reso la Juve una leggenda sono insieme, nello stesso stadio e nello stesso giorno in cui, due anni fa, John Elkann annunciava che Andrea Agnelli sarebbe divenuto Presidente della Juventus.

Con un prologo del genere, la squadra di Conte non può che partire a mille e dopo appena due minuti Borriello già sfiora il gol, incrociando bene il sinistro dopo l’assist di Vucinic e mettendo a lato di un soffio.

Il 3-5-2 scelto da Conte porta la squadra a sfruttare tutta l’ampiezza del campo e gli esterni, Giaccherini e Lichtsteiner, a giocare molto alti, ma i tanti cross che piovono nell’area del Novara non vengono sfruttati a dovere. Almeno fino al 16’, quando Pirlo batte un calcio di punizione dalla sinistra, toccando basso per Vucinic, appostato a centro area. Il montenegrino non è in posizione agevole per calciare, ma riesce a inventare un interno al volo delizioso che sbatte sotto la traversa e si infila in rete.

Come sempre accade, il vantaggio non cambia i piani dei bianconeri, che vanno all’immediata ricerca del raddoppio: Marchisio si inserisce bene in area e calcia su Fontana in uscita, subito dopo Lichsteiner, appostato a centro area, spara a lato un pallone teso ma molto invitante.

I bianconeri sfruttano soprattutto la fascia sinistra e Giaccherini è tra i più attivi: al 26’ cerca la volé sull’assist di Pirlo, ma non inquadra la porta. Il regista bianconero prova poi la conclusione da fuori area e Fontana deve volare sulla sua sinistra per deviare in angolo.

Il Novara si vede dalle parti di Buffon solo al 31’, con un colpo di testa di Mazzarani che si spegne innocuo sopra la traversa. Ben diverso il destino dell’inzuccata di Borriello nove minuti dopo: Pirlo trova Marchisio in area, sponda aerea per Giaccherini e cross immediato per Borriello che, in tuffo, sigla il suo secondo gol in due partite.

Il Novara in avvio di ripresa sembra più aggressivo, ma è ancora la Juve a passare. Borriello sbaglia il tocco da posizione invitante, dopo la combinazione tra Pirlo e Giaccherini, ma un minuto più tardi Vidal piazza il tap in vincente, dopo la respinta di Fontana sul tiro di Vucinic. Il cileno, all’11’, lascia il campo per Padoin, dopo che Buffon si era guadagnato la diaria, ribattendo di pugno la violenta punizione di Rigoni.

Con la partita ormai chiusa Conte fa giustamente rifiatare i suoi così anche Marchisio si prende un po’ di meritato riposo. Al suo posto De Ceglie.

Cambiano gli attori, ma non la trama e la Juve dilaga: al 19’ Giaccherini entra in area dalla sinistra  e piazza un dribbling secco e un destro potente. Fontana respinge, ma sui piedi di Vucinic che piazza la doppietta, prima di lasciare il posto a Elia.

L’olandese è ben più pimpante rispetto alle altre apparizioni e va vicino al gol in due occasioni, entrambe neutralizzate da Fontana. Dalla parte opposta, Buffon blocca in due tempi il destro di Pesce.

La gara è ovviamente decisa, ma le due squadre la onorano fino al fischio finale, tanto che Pirlo, a tempo scaduto, centra ancora il palo da calcio piazzato. E quando la fine arriva, i tanti tifosi bianconeri presenti al “Piola” esplodono in un boato: la Juve centra l’ottava vittoria consecutiva e tiene il Milan a distanza, con tre partite ancora da giocare. Lo fa con la consueta autorevolezza, regalando gol, spettacolo e la certezza di essere assolutamente superiore. Platini e Boniperti, in tribuna, avranno provato una piacevole sensazione di déjà vu.

Fonte: JUVENTUS.COM